
Il Caffè, più volte restaurato grazie alla munificenza delle Assicurazioni Generali, si presenta oggi, dopo la riapertura fatta il 16 giugno 1997, con l'immutato e suggestivo aspetto di sempre.
Le maschere ammiccano ancora dall'alto, sopra il bancone di legno intarsiato, opera - spiega ancora Magris - della rinomata falegnameria Cante. Alcune maschere sono attribuite al pittore viennese Timmel, che sfogava al Caffè la propria fatica di vivere. In effetti tutto il Caffè segue lo stile della Secessione viennese che, abbinato allo stile floreale, gli conferisce un'incredibile suggestione. Interessanti sono i nudi dipinti sui medaglioni alle pareti, pare da Napoleone Cozzi un "decoratore alpinista scrittore e irredentista" e da Ugo Flumiani "pittore - spiega Magris - di acque increspate."
I nudi sono infatti la metafora dei fiumi friulani, ma anche istriani e dalmati che si perdono nell'Adriatico, il mare di Venezia e quindi di San Marco. Di grande effetto le innumerevoli foglie di caffè che rappresentano una costante nella decorazione con il loro ripetersi ossessivo e al tempo stesso rassicurante.
Ci sono i tavolini di marmo con la gamba di ghisa che si eleva su un piedistallo sorretto da zampe di leone, quel leone di San Marco, voluto dal primo proprietario non tanto per celebrare il proprio nome quanto per simboleggiare italianità e irredentismo. Molto amato dagli scacchisti il Caffè, per la particolare disposizione dei tavolini, si presenta - osserva Magris - come una scacchiera dove gli avventori sono costretti a muoversi come il cavallo.
Il Caffe San Marco è sede di numerosissimi eventi culturali e non solo, spesso l' avventore può imbattersi in: concerti, presentazioni di libri, lettura di poesie, incontri con personaggi famosi e tanto altro, una visita al Caffè San marco è sempre un' occasione di crescita.






