La fontana di Piazza Garibaldi è stata realizzata nel 1858 in stile eclettico su un disegno dell' architetto Vallon, fu commissionata per adornare la piazza, allora Piazza Elisabetta, così chiamata in onore dell' Imperatrice d'Austria che compi la sua prima visita a Trieste nel 1856.

Con un investimento straordinario di 50 mila euro da parte del Comune di Trieste e l’intervento tecnico di AcegasAps, l’ottocentesca fontana è stata rimessa a nuovo, ritornando alla sua completa funzionalità.
La fontana era inattiva dal 2008, per ragioni di sicurezza e decoro, infatti, si era provveduto a metterla in sicurezza, per il verificarsi di trafilamenti d’acqua fuori dalla vasca, dovuti a infiltrazioni e varie rotture delle tubazioni interne in piombo.
Nel corso del 2010, su iniziativa dell’Assessorato Sviluppo Economico e Turismo del Comune di Trieste, ne è stata ripristinata la funzionalità, grazie a una serie di interventi che hanno riguardato la stabilità del monumento, il rifacimento dell’impianto di adduzione, l’installazione di una pompa di ricircolo, l’impermeabilizzazione della vasca e il rifacimento dello scarico dell’acqua. Più precisamente, si è provveduto a ripristinare il funzionamento dei circuiti idraulici, inserendoli in un sistema “a perdere controllato” per il quale, durante la giornata l’acqua è in ricircolo, di notte si svuota e alla mattina successiva si riempie automaticamente. Ciò comporta una maggiore pulizia dell’acqua in ricircolo e quindi un minor uso di disinfettanti e detergenti.
Il volume d’acqua ricambiato giornalmente ripaga della maggior limpidezza della vasca e del miglior servizio della pompa. Le tubature sono state eseguite in PVC flessibile e rame, tutti i raccordi e componenti in acciaio inox e le valvole in Polietilene alta densità.
Si sono ripristinati gli scarichi di sfioro. Inoltre un vicino anemometro rileva le raffiche di vento interrompendo i flussi d’acqua in caso di raffiche di bora.
Oltre al ripristino e all’ottimizzazione delle funzionalità idrauliche, è stata realizzata un’articolata operazione di restauro del bacino e della struttura monumentale, approvato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici e con la sorveglianza dei Musei Civici.
In particolare è stato portato a termine il restauro della vasca, del monumento e degli elementi decorativi, le figure di animali di terra e di mare, il putto alato e, a seguito di una ricerca storica, il rifacimento della trombetta in rame.
Tutti i ripristini artistici sottostanno alla filosofia della Scuola Italiana di Restauro per la quale le manipolazioni sui monumenti devono essere eseguite da personale esperto e i ripristini devono lasciare le tracce della storia, essere distinguibili dall’opera originaria. Solo nel caso di lavori strutturali o funzionali sono ammesse copie.






