Trieste, 12 ottobre 2008 Per tutti
gli appassionati di mare e di vela, per chi non vuol
perdersi uno spettacolo unico al mondo.
L’appuntamento si svolge a Trieste, ogni anno, la
seconda domenica di ottobre. È la Barcolana, la
regata velica internazionale con il maggior numero
di barche iscritte nel Mediterraneo, un evento che
comprende una settimana di festa a terra e in mare,
e trasforma Trieste nella capitale europea della
vela.
Alla partenza duemila barche, portate dai timonieri
che animano i circuiti mondiali della vela, da
regatanti per passione e da croceristi, tutti
stregati da un evento al quale ogni uomo di mare,
almeno una volta, deve partecipare. La Barcolana è
un magico mix di competizione agonistica e festa
della vela: i team di professionisti si contendono
la vittoria in assoluto e il record di percorrenza,
gli equipaggi familiari sono impegnati a battersi a
vicenda, surclassando l’amico di circolo, o il
vicino di ormeggio.
Si parte tutti assieme: i primi arrivano al
traguardo in meno di due ore, gli ultimi al calar
del sole. Agonismo e passione per il mare e la vela
sono alla base del successo di questo evento, noto
in tutto il mondo e capace di attirare a Trieste, il
Golfo più a Nord del Mediterraneo, imbarcazioni di
oltre trenta metri di lunghezza, ed equipaggi reduci
dalle varie edizioni della Coppa America.
Evento di grandi numeri (2mila barche, 25mila uomini
in mare, 300mila spettatori a terra, e oltre
trecento giornalisti da tutta Europa), la Barcolana
mantiene un fascino unico: accanto alle barche e
agli equipaggi di professionisti, agli scafi estremi
da regata, si allineano centinaia di modelli da
crociera e numerose Signore del mare, il cui
fasciame è stato modellato dai maestri d’ascia, e le
vele odorano di cotone.
La Barcolana si disputa ogni anno, e quest’anno
per la quarantesima volta, la seconda domenica di
ottobre, nella stagione in cui Trieste si offre,
grazie al vento di Bora, in tutta la sua “scontrosa
grazia”: i raggi di sole già obliqui per l’imminente
autunno, esaltano le linee dei palazzi ottecenteschi
delle Rive, e lungo l’altopiano del Carso al bianco
del calcare si accompagna il rosso del sommaco.
È il tempo della Barcolana, in cui si può vedere
Trieste con gli occhi del suo appassionato cantore
Umberto Saba: “Avevo una città bella tra i monti e
il mare luminoso”.