Alle spalle della città di Trieste si pone
quel vasto territorio composto da rocce carbonatiche,
ricco di particolari fenomeni geomorfologici
superficiali e ipogei che gli studiosi in passato
hanno chiamato generalmente CARSO (Kras in sloveno e
Karst in tedesco) . Il termine Carso deriva dalla
parola Carsa (Karra o Garra) di origine
preindoeuropea, che significa roccia, pietra.
Infatti la grande protagonista del paesaggio carsico
è proprio la pietra; in termini geografici
il Carso è un' altopiano.
La sua formazione, iniziata circa 120 milioni di
anni fa, è dovuta alla sedimentazione di
microrganismi (animali, vegetali e molluschi) in
un vasto mare di acque tiepide e poco profonde,
chiamato Tetide, che si estendeva per gran parte
dell’odierna Europa e di cui il Mediterraneo
rappresenta il lembo estremo. I resti di questi
microrganismi, depositandosi sul fondo marino,
formarono una fanghiglia bianca che, sotto il
peso delle acque si solidificò formando la
pietra.
Nel corso dei millenni, i fondali marini
affiorarono in superficie a causa delle spinte
che hanno determinato la formazione delle catene
montuose.
Sotto all’azione delle acque superficiali e
degli agenti atmosferici (Carsismo), negli
ultimi 15-20 milioni di anni, il Carso è stato
modellato nelle forme più bizzarre che lo
rendono unico al mondo.
La principale caratteristica del paesaggio
carsico è quella di non avere una rete
idrografica superficiale. L’unico vero corso
d’acqua visibile è quello che si trova nella Val
Rosandra. Gli altri brevi corsi d’acqua, che si
possono trovare, scompaiono nel sottosuolo per
poi ritornare in superficie dopo aver compiuto
un percorso sotterraneo, creando un paesaggio
che può sembrare agli occhi di chiunque come una
terra sassosa, arida e ricca di insidie. Una
terra come questa è dura ed ostile ma ricca di
fascino.
La particolare posizione dell'altipiano carsico
favorisce un clima vario: alcune zone presentano
caratteristiche mediterranee altre addirittura
alpine, si può comunque considerare il Carso
come territorio dal clima continentale,
caratterizzato da inverni rigidi ed estati
calde.
La temperatura media è di 10° e registra una
differenza di circa 3° rispetto al centro di
Trieste.
In questa zona soffia la Bora, il forte vento
proveniente da est nord-est, che può raggiungere
delle raffiche anche superiori ai 120 Km/h. Ed è
proprio questo vento che, in passato, ha
suggerito una suggestiva leggenda. Le piogge
sono frequenti soprattutto nei mesi di giugno ed
ottobre, per la confluenza della massa d'aria
alpina fredda con quella marina calda e umida.
DI NOVEMBRE
SUL CARSO
Vieni con me sul carso sgarbato e lunatico
di novembre, e la tua anima sarà sterpi e rovi
e irrimediabile arsura. Il tuo cuore diverrà pietra
porosa
e il tuo stomaco si farà foiba profonda.
Di novembre il carso bisbiglia con voce rauca ed
irosa
e alberi vestiti di panno scuro mal stirato
protendono i rami macilenti verso un cielo patrigno
che minaccia percosse, e fanno la fame.
Di novembre i sentieri del carso sono tormento e
verderame.
Una bora affilata e malevola frusta le spine con
l'alito greve,
l'annottare è una rana acquattata
che miscela il suo filtro e lucida assorta le mele
per Biancaneve.
Di novembre il carso rabbioso e insolente
ti uncina alle spalle e rivela la sua vera natura,
pare un'essenza sterile, morta, e invece, impietoso,
ti depreda della tua linfa e della tua buona ventura
e ti spoglia di sogni, e di bisogni.