Per qualche giorno una squadra di operai ha lavorato senza sosta per abbattere il muro di cinta e realizzare qualche centinaio di metri di srada, la Biennale diffusa che sara' inaugurata oggi a Trieste nell'area del Porto Vecchio ha un valore ben piu' che artistico, negli equilibri del capoluogo giuliano.
Il Porto Vecchio e' infatti una zona fantasma della citta': 60 ettari fronte mare, a due passi dal centro cittadino, nei secoli porto emporiale dell'Impero austroungarico, da decenni area inutilizzata, le attivita' portuali si sono spostate nel porto nuovo. Il grande spazio rimane inaccessibile ai cittadini in quanto spazio demaniale in cui vige ancora il regime di punto franco.
Domani sara' l'arte, con la Biennale diffusa, ad abbattere il muro di cinta. Il punto franco e' stato sospeso e molti triestini potranno vedere per la prima volta i magazzini disabitati, uno scenario che a tratti pare da cinema.






