Tre proposte musicali che spaziano dal concerto inaugurale di percussioni alla performance Outside Anomalie, intessuta fra musica e immagini, al concerto conclusivo dell’Orchestra laboratorio della Scuola di Jazz del Tartini diretta da Giovanni Maier. Valore aggiunto, per il pubblico cittadino e per chi si troverà a visitare la Biennale nei pomeriggi del 26 settembre, 3 e 10 ottobre, sarà l’accesso gratuito ai concerti (che si svolgeranno nella Sala Convegni del Magazzino 26, dalle ore 18.30), fatto salvo il biglietto d’ingresso alla Biennale Fvg, per l’occasione portato a soli 4 euro dalle ore 18.
Il Gruppo Percussioni Trieste del Tartini, diretto da Fabian Pérez Tedesco, è composto da nove giovani e talentuosi musicisti, tutti iscritti al ciclo superiore del Conservatorio triestino: Patrick Quaggiato, Marta Iob, Alex Kuret, Marco Jugovic, Mario Castenetto, Giacomo Liguori, Alberto Lionetti, Giulio Trani, Denis Zupin. In scaletta, per il concerto di lunedì 26 settembre, pagine musicali di Thomas Gauger (Gainsborough), Athony Cirone (Japanese Impressions), Anthony Cirone (4 for 4), Ney Rosauro (Concerto per vibrafono), Jorg Franke (African Moods). L’interplay del gruppo si è rodato e affinato con la pratica del corso di musica d’insieme per strumenti a percussione, e si è arricchito di nuovo bani in repertorio, attinti da una ventina di compositori contemporanei. L’Ensemble ha al suo attivo le prime esecuzioni assolute di brani come “Tres estudios” di Fermina Casanova, “Homero y la percusion” di Roque de Pedro, “Emersioni” di Matteo Sommacal, “Spring Dance” di Tomislav Hmeljak , “Cassandra” di Giampaolo Coral, “De fer de feu d’acier de sang” di Paolo Longo e “Note sul porto” di Fabian Pérez Tedesco. Si è esibito con successo in Italia e in Friuli Venezia Giulia, in particolare a Trieste nella Sala Grande del Teatro Verdi per il ciclo ”Concerti aperitivo”, e nella Sala Tripcovich.
Come anticipato, si prosegue lunedì 3 ottobre con il video concerto Outside anomalies, proposto dalla Scuola di Musica e Nuove Tecnologie del Tartini: l’occasione per gustare, proprio in un itinerario, a cura di Paolo Pachini, dedicato all’espressività artistica del nostro tempo, un formidabile intreccio di sonorità contemporanee, shakerate a immagini di penetrante suggestione. Gran finale, lunedì 10 ottobre, nel segno del jazz: e quale jazz, visto che il laboratorio del Conservatorio Tartini è preparato e diretto dal contrabbassista Giovanni Maier, solista fra i più apprezzati della scena jazz nazionale e internazionale. Una decina di allievi della Scuola jazz del Conservatorio si esibirà al Magazzino 26 in una performance decisamente imperdibile per la capacità della giovane band di spaziare in modo trasversale attraverso diversi linguaggi, dal jazz al pop, al rock, alla musica etnica, sempre conservando l’ispirazione creativa e informale che sta alla base della tradizione afro-americana.






