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Cronaca archiviata

Raddoppio Ferrovia Venezia - Trieste

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Forse si cambia di nuovo, e il treno veloce si allontana dalle spiagge venete. Il progetto dell'Alta velocità-capacità ferroviaria da Venezia verso Trieste potrebbe mirare ora a costruire i binari nuovi proprio vicino a quelli vecchi. È la notizia confermata, dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, dal vertice tenutosi ieri a Mestre tra il commissario del Governo per la tratta Bortolo Mainardi, l'assessore regionale Renato Chisso, il dirigente Silvano Vernizzi, il presidente di Save (aeroporto di Venezia) Enrico Marchi e i tecnici di Rfi (Ferrovie italiane) e Italferr.
 
NUOVO STUDIO DI FATTIBILITÀ. Saranno proprio Rfi e Italfer, è stato deciso, a provvedere nei tempi più brevi possibile (circa 4 mesi) ad elaborare uno uno studio di fattibilità avanzato di un tracciato di Alta capacità ferroviaria in affiancamento all'attuale linea. «Il tracciato lungo le spiagge - ha spiegato al termine l'assessore Chisso - va confrontato con un'altra ipotesi che non è più quello dell'affiancamento dei nuovi binari all'autostrada Venezia-Trieste (per la quale sono iniziati i cantieri per costruire la 3a corsia) ma quella di un affiancamento all'attuale linea ferroviaria».
 
IN GALLERIA SOTTO I CENTRI ABITATI. Lo stesso Chisso peraltro ha chiesto che laddove si passa in centri abitati (l'attuale ferrovia attraversa ad esempio San Donà di Piave e San Stino di Livenza, prima di puntare verso Portogruaro) lo studio di fattibilità preveda che i nuovi binari corrano in galleria, soluzione che probabilmente andrà a incidere sui costi complessivi. Per questo si tratterà poi di comparare il tutto con il tracciato lungo la costa. «Abbiamo chiesto, e il commissario Mainardi si è detto d'accordo - ha spiegato Chisso - che per decidere il tracciato in discussione si compia una comparazione sia per quanto riguarda i costi economici, sia quelli sociali, sia quelli ambientali. Così si permetterà a chi deve decidere di avere gli elementi necessari».
 
L'AEROPORTO VA SERVITO. Altra novità rispetto alle indiscrezioni della vigilia: la nuova linea dovrà comunque servire l'aeroporto di Tessera. «È il terzo scalo aereo italiano, ha valenza internazionale e dev'essere collegato al sistema ferroviario», rimarca Chisso. Questo comporta un ulteriore nodo da risolvere per la nuova ipotesi, visto che l'attuale linea ferroviaria non serve come noto Tessera. Insomma, pare di capire che, anche se la nuova soluzione proposta da Mainardi ha tutta l'attenzione, la decisione è tutt'altro che presa: ci vorranno numeri precisi da una parte e dall'altra prima di giungere al progetto definitivo. Anche se lo stesso tracciato all'interno della costa veneziana, come noto, ha già registrato forti opposizioni di enti locali, cittadini e categorie agricole, anche per il problema della subsidenza (progressivo abbassamento del livello naturale del terreno).
 
LA NUOVA LINEA DEVE PORTARE MERCI. In ogni caso la nuova linea è ritenuta necessaria, è stato ribadito ieri, «per la presenza di una significativa domanda già esistente di trasporto merci est-ovest e per anticipare gli sviluppi futuri dell'interscambio tra le aree europee interessate». Sulla Venezia-Lubiana «non c'è forte richiesta di passeggeri - riconosce Chisso - ma c'è una buona richiesta di merci e dobbiamo guardare al futuro: non si può pensare di fare una 4a o 5a corsia dell'autostrada». L'eurodeputato Debora Serracchiani ricorda che il Pd propose il raddoppio dell'attuale linea ferroviaria e invita ad accelerare verso il progetto preliminare per non perdere il treno Ue.