|
Toio Bertoldo |
|
|
|
L' autore scriveva: " Dopo numerosissime e spericolate esibizioni editorialcartacee e più rade ma non meno temerarie performances radiofoniche, Toio Bertoldo, nel pieno della sua maturità alcoolica, si affida con fiducia a Internet."
"Ha trent'anni, il discutibile personaggio, e la Trieste di trent'anni orsono ha cambiato colori e sapori, è mutata pian piano sino a diventare la Trieste di oggi che, concedetemelo, è tutta un'altra storia.
Lui no, lui non è mutato affatto. Lui, Toio Bertoldo, "tira para zuca e mola", è ancora grazie a Dio la solita vecchia storia. Prosit."
Dino Brezza
Per i pochi che ancora non lo sanno sotto lo pseudonimo di Dino Brezza si celava Sergio Penco il poeta triestino contemporaneo più conosciuto. Ora l' autore non è più tra noi, spero di onorare ancora la memoria del mio amico pubblicandolo.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Itinerari Ebraici Trieste |
|
|
|
Percorsi turistici Triestini in questi giorni anche sul New York Times, Gli Itinerari dell' Ebraismo a Trieste sono un richiamo importante per la città, in questi giorni anche sulla parte online del giornale statunitense, piuttosto che su altre location telematiche in tutta europa e Italia, oltre naturalmente il sito web del Jerusalem Post. |
|
Leggi tutto...
|
|
Iera un bel rion el mio rion |
|
|
|
Iera un bel rion, el mio; ma no se podeva gnanche ciamarlo “rion”: iera, in pratica, quela picola parte de cità che ‘ndava de Campo Marzio, al Pedocin, a Piaza Venezia e no se alzava oltre via Università. Là iera el regno de noi mularia, pien de vita, de babe che se fermava a ciacolar, de botteghe de tuti i tipi. Qualchidun cantava, tanti fis’ciava, la gente se parlava dei pergoli e dele finestre con quei in strada, tuti se conosseva e se saludava. Anche i canarini, nele sue chebe impicade fora dele finestre, sui scuri, i cantava come mati sentindo quela confusion che iera in strada. Ogi el par un cimitero: no se senti parlar nissun, nissun fis’cia, canarini no esisti, poca gente per strada, nessun se conossi. Che passion!
|
|
Leggi tutto...
|
|
El Tram de Opcina |
|
|
|
Molto amato dai Triestini, el Tram de Opcina è una linea a trazione elettrica che collega, con normali motrici tranviarie a due testate, la città posta al livello del mare con il suo altipiano carsico che si innalza a 348 metri s.l.m. Dal capolinea della centrale piazza Oberdan, dopo breve tragitto, inizia la tratta in funicolare (unica nel suo genere) Piazza Scorcola - Vetta Scorcola dove le motrici si appoggiano a due carri-scudo vincolati ai capi di una fune traente che scorre in mezzo al binario. La pendenza massima della tratta tocca il 26% per poi ritornare fino all'8% allorquando le motrici, lasciato il carro-scudo, continuano il loro viaggio fino all'abitato di Villa Opicina. Lungo il percorso si aprono numerosi splendidi scorci panoramici sul golfo e parecchie sono le passeggiate ed i sentieri che si dipartono dalle fermate lungo la linea.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Cucina tipica Triestina |
|
|
|
La cucina triestina porta con sé influenze austriache, ungheresi, ebraiche, slave e orientali, soprattutto per il largo uso di spezie e aromi.
Tra i piatti tipici ricordiamo: la Jota, una minestra con fagioli e crauti; gli Gnocchi di susini, un primo agrodolce in cui si incontrano patate e prugne; gli Gnocchi di pane, preparati con pane, uova e prosciutto; la Porzina con capuzi, che non è altro che carne di maiale lessata e servita con crauti, senape e kren (ossia la radice del rafano); il goulash, una minestra di chiara derivazione araba preparata con cipolla, carne e peperoncino.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|