La Bora è un vento catabatico (che cade dall' alto con un'
inclinazione, in Triestin "la bora sufia de sora") nord/nord-orientale, soffia nel Mar
Adriatico, in Grecia e in Turchia.
Il nome deriva dal fatto che è un vento
settentrionale, "boreale", a cui si rifà anche la
figura mitologica greca chiamata Borea.
La Bora soffia, in Triestin "sufia", soprattutto a Trieste (e in Croazia
a Fiume e Segna, in Slovenia a Aidussina) dove
soffia specialmente in inverno ed è definita "Bora
chiara" in presenza di bel tempo o "Bora scura" in
condizioni di tempo perturbato.
L'aria che letteralmente casca sull'Adriatico,
investendo principalmente Trieste e attenuandosi a
Nord e a Sud (a Monfalcone e nella parte
settentrionale dell'Istria), si incanala attraverso
la "porta della bora", una depressione della catena
alpina, nelle alpi Giulie, tra il Monte Re e il
monte Nevoso.
La bora prosegue il suo cammino lungo la direzione
acquisita, giungendo, indebolita, fino a Venezia, a
Chioggia ed oltre, causando un vivace moto ondoso.
Questo tipo di vento in questa epoca raramente
supera la velocità di 150 kilometri all'ora. I
triestini sono abituati a questa intensità, un tempo
funi e catene (un tempo, invero più frequentemente)
venivano spesso stese lungo i marciapiedi del centro
di Trieste, per facilitare il traffico dei pedoni
nei giorni di vento più intenso. A causa della
frequenza dei giorni ventosi, gli edifici devono
essere costruiti con opportuni criteri per
sopportarne la forza.