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Da visitare a Trieste |
Visitare Trieste
equivale a fare un viaggio indietro nel tempo e
nella storia.
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Castello di
Miramare
Il simbolo di Trieste è senza dubbio il Castello di
Miramaree, dificio in stile eclettico, costruito tra
il 1856 e il 1860 per volere dell'arciduca
Massimiliano d'Asburgo -
poi
imperatore del Messico - su progetto di Carl Junker,
conserva all'interno l'arredo e le decorazioni
originali dell'epoca. Grande parco (22 ettari)
adagiato sulla riva del mare, creato dal committente
su un promontorio allora privo di vegetazione con
numerose essenze botaniche di origine tropicale.
All'interno del castello si visitano gli
appartamenti di Massimiliano e della sua consorte
Carlotta del Belgio, le stanze destinate agli
ospiti, la sala didattica con la storia della
costruzione del Castello e del Parco, l'appartamento
abitato dal Duca Amedeo d'Aosta con arredi risalenti
al 1930 in stile razionalista. Da notare, in
particolare, la sala di ascolto della musica suonata
da Carlotta sul fortepiano esposto nella sala VII;
la serie dei quadri di Cesare dell'Acqua che
raccontano la storia di Miramare nella sala XIX e la
sala del trono, di recente restaurata e riportata
all'antico splendore.
Il parco offre al pubblico l'occasione di una
passeggiata botanica di notevole interesse assieme
all'importante raccolta di sculture che decora i
molti vialetti. Inoltre si segnalano le Scuderie,
edificio, di recente restaurato, e oggi destinato a
manifestazioni espositive temporanee; le Antiche
Serre; il Castelletto che conserva parte della
decorazione originale ancora presente al primo
piano.
Eretto sull’omonimo colle, il castello domina tutta
la città.
L’edificio fu realizzato a partire dal 1450 sui
resti di una costruzione di epoca romana, di cui
sono visibili oggi alcuni resti.
All'interno
del castello, nella Casa del Capitano, è collocato
il Civico Museo del Castello, dove si conserva una
ricca raccolta d'armi provenienti da collezioni
private confluite ai Civici Musei ai primi del
Novecento. Negli ambienti restaurati del Bastione
Lalio del Castello è stato inaugurato il 4 aprile
2001 il nuovo Lapidario Tergestino, costituito da
iscrizioni, sculture, bassorilievi e frammenti
architettonici triestini di epoca romana.
Dal 1930 il Castello è di proprietà del Comune, che
lo ha attrezzato a scopo turistico e lo utilizza per
manifestazioni culturali, spettacoli e mostre
temporanee.
È il maggiore edificio
religioso
della città e sorge su uno dei luoghi simbolo di
Trieste, il Colle san Giusto.
La basilica fu edificata nel XIV secolo sui resti di
un antico edificio di epoca romana e le due navate
della basilica sono nate dall’unione di due chiese,
San Giusto a destra e l’Assunta a sinistra.
È la chiesa più antica di tutta Trieste e sorge a
ridosso delle mura romane, nel luogo in cui la
tradizione narra sorgesse la casa di santa Eufemia e
di santa Tecla.
Oggi è una chiesa di culto valdese, dopo che fu
venduta alla comunità elvetica di Trieste.
Sant’Antonio
Nuovo
Splendido edificio neoclassico che richiama
volutamente le forme del Pantheon di Roma, la chiesa
di sant’Antonio Nuovo conserva al suo interno
pregevoli opere d’arte.
Tra
i palazzi più belli e famosi del centro storico di
Trieste vi è Palazzo Gopcevich, eretto nel XIX
quando l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria promosse
una riqualificazione della città.
Il palazzo sorge infatti lungo il Canal Grande, che
dal porto giunge fino al cuore della città.
Palazzo Carciotti
È forse il palazzo neoclassico più bello della
città, che fu costruito da un ricco commerciante
greco, che qui stabilì la sua residenza.
La particolarità di Palazzo Carciotti è data dalla
facciata, che presenta una fascia in bugnato
sormontata da alcune colonne ioniche; termina il
tutto una maestosa cupola di rame.
Piazza della
Borsa
Piazza della Borsa Vecchia è una delle più
caratteristiche piazze di Trieste. Il Palazzo della
Borsa, di sobrio stile neoclassico, fu ideato
dall'architetto maceratese A. Molari e fu eretto nel
1806.
Le sculture, che ornano il pronao, simboleggiano
nelle statue di Mercurio e di Vulcono, dell'Africa e
dell'Europa, dell'Asia e dell'America, lo vitalità
dei traffici triestini che si estendono a tutti i
continenti.

A sinistra della Borsa Vecchia, che è oggi lo sede
della Camera di Commercio, si eleva il Tergesteo,
imponente edificio neoclassico, dove si incontrano
industriali e commercianti per discutere i loro
affari. Lo bellissima galleria a crociera, che
occupa il piano terreno, è stata restaurata di
recente, per dare spazio ad alcuni lussuosi negozi.
La facciata del Tergesteo dà su piazza Verdi che è
interessante per un motivo storico oltre che
architettonico: vi sorge il Teatro Verdi che
Trieste, prima fra le città d'Italia, dedicò nel
1901 al grande musicista risorgimentale. L'edificio,
di purissima ispirazione neoclassica, ricorda nella
facciata il Teatro alla Scala, ed è naturale perché
il suo ideatore, l'architetto Matteo Pertsch, della
cui arte offrono notevole testimonianza anche la
Rotonda Pancera e il Palazzo Carciotti, fu allievo
del Piermarini.
Piazza dell’Unità
d’Italia
È oggi la piazza aperta sul mare più grande
d'Europa.
E' definita "il salotto di Trieste" e per i
triestini è il posto al quale si sentono più legati
in quanto qui pulsa tutta la vita cittadina. Oggi è
un luogo per passeggiate, per incontri di affari,
per spettacoli, celebrazioni e manifestazioni come
una volta è stato luogo di processioni, esecuzioni e
giostre, insomma è ed è sempre stato il centro della
vita quotidiana della città.
La piazza in origine si chiamava Piazza San Pietro
ma comunemente veniva chiamata Piazza Grande fino al
1918 quando fu denominata Piazza Unità in onore
dell'avvenuta annessione di Trieste all'Italia, dopo
un breve periodo nel quale venne denominata Piazza
Francesco Giuseppe. Il 25 aprile 1955 infine, venne
ufficialmente chiamata con l'attuale denominazione
di Piazza dell'Unità d'Italia dall'allora Sindaco
Gianni Bartoli, rovignese passato alla storia come
il Sindaco degli anni difficili, per il duro momento
storico che Trieste attraversò in quel periodo.
In origine la piazza era, per estensione, meno della
metà dell'attuale superficie ed era delimitata dal
Palazzo Pubblico o Palazzo del Magistrato che aveva
una loggia in legno della prima metà del 1400, poi
ricostruita nel 1686 in pietra e doveva trovarsi
all'incirca dove oggi si trovano i volti del palazzo
municipale.
La Piazza ospita poi la splendida Fontana dei
Quattro Continenti, opera del 1751 realizzata
dall'architetto bergamasco Mazzoleni (lo stesso
della Fontana del Giovanin in Piazza Ponterosso e
della Fontana del Nettuno oggi in Piazza Venezia ma
un tempo in Piazza della Borsa) eretta "in gloria
alle fortune commerciali della città e quale fonte
d'acqua ad utilità di cittadini e visitatori". La
fontana è una costruzione architettonica di
conchiglie, delfini e rocce misti a casse, botti e
balle di merci ed è sovrastata dall'Angelo della
Fama che diffonde nel mondo la prosperità di
Trieste.
Le pietre utilizzate per la nuova pavimentazione
della piazza sono la pietra bianca d'Aurisina
bocciardata e le pietre arenarie delle cave
circostanti la città.
Risiera di San
Sabba
Edificata nel 1913 come stabilimento per la
lavorazione del riso, fu trasformata nel 1943 in
campo di concentramento dai tedeschi.

Da qui partivano i prigionieri destinati ai campi di
sterminio della Germania e della Polonia, e, nel
1944, vi fu acceso l’unico forno crematorio in
Italia.
Dichiarata monumento nazionale nel 1965, la Risiera
di San Sabba ospita dal 1975 il Civico Museo della
Risiera di San Sabba.
La Foiba di
Bassovizza
La foiba, una cavità naturale profonda centinaia di
metri, è uno dei luoghi più tragici e meno
conosciuti della recente storia italiana.
Qui, a seguito della divisione della città di
Trieste in due zone, furono gettati numerosi
triestini che volevano l’unificazione della città e
il suo passaggio totale all’Italia.
Anch’essa, come la Risiera di San Sabba, è monumento
nazionale.
Il Faro della
Vittoria
Opera dell'architetto triestino Arduino Berlam e
dello scultore Giovanni Mayer, il bianco "Faro della
Vittoria" illumina il Golfo di Trieste ed al
contempo funge da monumento commemorativo dei caduti
in mare durante il I conflitto mondiale come
testimonia l'iscrizione "Splendi e ricorda i caduti
sul mare".
L'idea di costruire un faro nacque nel 1918: esso,
immaginato altissimo, doveva dapprima collocarsi su
Punta Salvore. Soltanto in seguito la Lega Navale ed
il Comando della Difesa Marittima preferirono
l'attuale collocazione, sul Poggio di Gretta, a 60 m
sul livello del mare, in corrispondenza del bastione
rotondo dell'ex forte austriaco kressich
(1854-1857).

Il progetto presentato dal Berlam fu approvato il 20
gennaio 1920. I lavori iniziarono nel febbraio 1923
e si conclusero il 24 maggio 1927, con una cerimonia
di inaugurazione a cui prese parte l'allora Re
d'Italia Vittorio Emanuele III.
Il faro è costituito da un ampio basamento
comprendente anche il bastione del preesistente
forte austriaco ed è ricoperto di pietre di origine
locale. Il rivestimento in pietra d'Istria, il cui
spessore varia dai 60 agli 80 cm, venne posto in
opera simultaneamente alle calate di calcestruzzo e,
durante l'esecuzione, si fece spesso uso di modelli
in gesso, anche di singoli dettagli.
Sopra la colonna monumentale vi è un "capitello" a
sostegno della "coffa", così chiamata in chiari
termini marinareschi, in cui è inserita la lanterna,
la cui gabbia è realizzata in bronzo e cristallo,
coperta da una cupola in bronzo con decorazioni a
squame. All'apice della cupola svetta la statua in
rame della Vittoria.
La parte ornamentale è completata dalla figura del
marinaio sotto la quale venne collocata l'ancora del
cacciatorpediniere Audace (la prima nave italiana
che entrò nel porto di Triese il 3 novembre 1918).
Ai lati dell'ingresso al faro vi sono invece due
proiettili, anch'essi dono del Ministero della
Marina. Oggi il faro, nella sua modesta bellezza,
rappresenta uno dei simboli della città.
La Grotta Gigante
Il carso, compreso quello goriziano e quello d'oltre
confine, comprende migliaia di grotte, alcune delle
quali non ancora conosciute. Attualmente il loro
numero è stimato attorno a 6000, di cui circa 2500
situate in territorio italiano.
Tra queste, molto differenti per morfologia,
dimensioni e profondità, particolare interesse
riveste la Grotta Gigante.
Situata nell'omonimo Borgo, a soli 15 km dalla
città, è facilmente raggiungibile sia con i mezzi
pubblici che in automobile (uscita autostrada
Sgonico).
Si tratta della più grande caverna aperta al
pubblico, con i suoi 65 m di larghezza, 280 m di
lunghezza ed una volta a cupola di 107 m. Si
distingue inoltre per la ricchezza delle stalattiti
e stalagmiti e per le concentrazioni di calcite che
ricoprono le pareti.
All'interno della grotta trova installazione,
inoltre, una sensibilissima strumentazione
scientifica, costituita da sismografi e pendoli
geodetici, che rendono l'ambiente un laboratorio
davvero unico.
La visita è assolutamente d'obbligo e priva di
percoli. Due sole avvertenze: la temperatura interna
rimane costante tutto l'anno (quindi fa freddo anche
d'estate) e l'accesso della grotta comporta la
discesa - e la conseguente salita - di un non
trascurabile numero di scalini.
La Grotta rimane chiusa al pubblico l'1 gennaio, il
25 dicembre e tutti i lunedì non festivi, tranne che
nei mesi di luglio e agosto in cui è sempre aperta.
Nel corso dell'anno hanno luogo sue tradizionali
manifestazioni: la "Festa della Befana", con calata
della stessa, il 6 gennaio, e la "festa dei
Turisti", con spettacolo di luci e suoni, il 15
agosto. Alle volte vengono organizzati anche
concerti corali.
La Riserva
Marina di Miramare
La Riserva Marina di Miramare, istituita nel 1986,
è un'area protetta situata ai piedi dell’omonimo
promontorio.
L’ambiente, di tipo marino-costiero, è roccioso
verso riva, via via più fangoso spingendosi in mare
aperto (fino ad una profondità massima di 18 metri).
All’interno della Riserva vi sono due aree, l’una a
regime di tutela integrale, nella quale è però
consentita, in una zona ben delimitata, la visita
guidata subacquea, l’altra, tutt’intorno, a
protezione parziale, in cui vige il divieto di pesca
professionale.
Trattandosi di un ambiente protetto, esso si
presenta ad elevata biodiversità, elemento che fa
della Riserva stessa un ambiente unico e di gran
pregio.
All’interno della Riserva vengono promosse attività
di ricerca non invasive oltre a varie attività di
tipo divulgativo.
La Riserva organizza ormai da anni visite subacquee
guidate, sia per singoli che per gruppi, purché i
partecipanti siano forniti di regolare brevetto.
L’immersione è possibile solo previo rilascio di
un’autorizzazione, volta a tutelare la conservazione
ottimale dell’ambiente.
Per tutti gli altri, da giugno a settembre, è
possibile, sempre con l’accompagnamento di una
guida, effettuare dello snorkeling: dopo una
introduzione presso il Centro Visite, ubicato nel
Castelletto all’interno del Parco di Miramare, viene
proposta un’attività di seawatching (osservazione
dei fondali) in zone particolarmente sicure ma
interessanti. Il seawatching è indicato anche per i
bambini di età non inferiore a 8 anni.
Per partecipare è necessario contattare
preventivamente il personale della Riserva, in
quanto la visita viene effettuata per gruppi di
almeno 4 persone.
Da anni vengono organizzati corsi di formazione e
stage specialistici.
All’interno della Riserva è stato inoltre istituito
il Gruppo di Pronto Intervento e Monitoraggio
Il sentiero Rilke
sentiero a strapiombo sul Golfo di Trieste
Una della passeggiate più belle e suggestive,
nominato dal National Geographic come uno dei più
bei sentieri al mondo, è quello che si affaccia sul
golfo di Trieste, a picco sul mare, collega Sistiana
a Duino. Il sentiero prende il nome dal poeta R.M.
Rilke che, ospite al Castello di Duino all’inizio
del secolo scorso vi compose le sue celeberrime
“Elegie Duinesi”
Partite presso l’AIAT di Sistiana (all’inizio della
strada che porta a Sistiana mare) e prendere il
sentiero che, a destra, costeggia la ripida
scogliera passando dapprima alle spalle del
campeggio e quindi inoltrandosi tra bosco e pietre.
Durante il percorso si incontrano postazioni
belliche aperte sul mare e numerose sono le
possibilità di abbandonare il sentiero (sempre molto
ben segnalato) per ritornare sulla strada statale.
Continuando la passeggiata fino alla fine si arriva
invece al Collegio del Mondo Unito, il cui giardino,
seppur accessibile, è proprietà privata.
Sempre al termine della passeggiata si giunge nelle
immediate vicinanze del Castello di Duino, dimora
storica dei principi della Torre e Tasso, visitabile
tutti i giorni (tranne il martedì) dalle 9,30 alle
17,30.
Per visitare il castello, il suo magnifico parco a
picco sul mare e il bunker costruito durante della
seconda guerra mondiale ora trasformato in un
suggestivo mini-museo con cimeli d'epoca, prendere a
destra, verso la statale, e seguire quindi le
indicazioni per la portineria del castello, a pochi
minuti di cammino.
La passeggiata non è lunga, poco impegnativa, ma
situata in un contesto unico e spettacolare. Si
raccomanda di fare attenzione a non sporgersi dalla
scogliera.
ll
Tram di Opicina ("el Tram de Opcina")
Dal
lontano 1902 esiste a Trieste una trenovia unica nel
suo genere, si tratta del Tram di Opicina detto
anche dai triestini "el Tram de Opcina", nome che
deriva dalla omonima localita' che il tram raggiunge
dalla citta' di Trieste.
La sua caratteristica principale e' che deve
superare un tratto molto pendente (250 per mille) di
circa 800 metri e per farlo si avvale di un mezzo
sussidiario che provvede a spingerlo in salita e
frenarlo in discesa, diventando per quel tratto una
funicolare per poi ridiventare una linea tranviaria
fino a Opicina.
A questa linea e' dedicata una della piu' famose
canzoni triestine "EL TRAM DE OPCINA" dove si
racconta un fatto realmente accaduto il 10 ottobre
1902 quando una motrice deraglio' dai binari per la
rottura di un freno.
Il
Santuario di Monte Grisa
Dalla
citta', guardando attentamente verso l'altipiano
carsico non si puo' non notare un edificio a forma
di trapezio (el formagin per i triestini) che
staglia sulla sua cresta. Si tratta del Santuario di
Monte Grisa dedicato a Maria Madre e Regina che
venne costruito subito dopo la Seconda Guerra
mondiale dall'allora Vescovo Antonio Santin a fronte
di un voto di consacrazione alla Madonna, qualora
Lei avrebbe salvato la citta' di Trieste dalla furia
distruttrice delle forze naziste. La costruzione di
cemento armato, ospita la suo interno una copia
fedele della Madonna di Fatima e dal suo belvedere
si gode di una vista eccezionale della citta' e del
Golfo di Trieste
Casa
Carsica
La
Casa Carsica è situata ai margini del piccolo
villaggio di Rupingrande, a circa 15 km da Trieste,
nel comune di Monrupino.
Si tratta di una tipica casa rustica del Carso
triestino non databile con certezza, di sicuro ha
più di duecento, forse trecento anni. Il suo attuale
aspetto risale al 1831, quando venne riadattata per
l'ultima volta. È stata restaurata nel 1968 ed
arredata con mobili originali ed oggettistica del
secolo scorso, dono degli abitanti della zona.
Il tetto, sormontato da un imponente camino,
presenta una caratteristica copertura in lastre di
pietra. In pietra squadrata sono anche la soglia e
le finestre. Davanti alla casa un suggestivo cortile
con pozzo. Tutt'attorno mura di pietra a protezione
del cortile e della casa.
Al pianterreno si trovano la cucina e la cantina,
sopra la camera da letto e il granaio. Nella cucina
il pavimento lastricato in pietra presenta una
sopraelevazione nell'angolo dov'è situato il
focolare con il forno per il pane, la "napa" (cappa
del camino) e un incavo di pietra per sistemare i
recipienti con l'acqua.
Nella camera da letto degne di nota due culle, due
cassapanche riccamente intarsiate e un arcolaio. Da
segnalare che anche la biancheria da letto e le
coperte sono state realizzate artigianalmente.
Nella cantina e nel granaio sono collocati utensili
da lavoro e recipienti vari, a testimonianza della
dura e faticosa vita degli abitanti del Carso. Il
granaio annesso alla casa è stato opportunamente
trasformato per ospitare mostre d'arte.
Servizi:
Durante il periodo estivo vengono organizzate mostre
d'arte contemporanea, manifestazioni culturali e
concerti volti alla riscoperta di antiche tradizioni
popolari.
Ogni due anni (le prossime nel 2001) nell'ultima
settimana di agosto, per la precisione da giovedì a
domenica, viene organizzato il rituale delle nozze
carsiche.
Visite di gruppo su prenotazione tel. 040327124.
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